Un piccolo assaggio di " Le avventure di Cillì Rouge nella foresta Arcobalena"
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La triste Cillì camminava lentamente, con il viso rivolto verso giù, le sue lacrime sembravano innaffiare il terreno della foresta da quanto piangeva di dolore. Ad un certo punto vide un vecchio tronco e decise di sedersi sopra e continuare a piangere per dare sfogo alla sua tristezza, bagnando con le sue lacrime il manto d'erba che calpestava con i suoi piccoli piedini. Non sapeva dove si trovasse, non conosceva quel posto, si era persa! La povera scimmietta era impaurita.
Mentre
si asciugava gli occhi con la zampetta, un ricordo si fece strada
nella sua mente.
Pensava alla sua mamma, che ogni sera l’aspettava a casa con un abbraccio caldo e un sorriso sulle labbra.
La mamma di Cillì era sempre gentile e amorevole. Quando vedeva la sua scimmietta triste, le accarezzava il naso rosso e le diceva:
“Cillì, il tuo nasino è speciale! È come un piccolo sole che illumina chi ti sta vicino. E i tuoi occhi? Sono come due gioielli preziosi, uno verde e uno blu. Non lasciare che nessuno ti faccia pensare il contrario.” Quelle parole riempivano sempre il cuore di Cillì di felicità, ma oggi le risate degli altri animali sembravano aver spazzato via tutto il suo coraggio. “Vorrei che la mamma fosse qui,” pensò tra sé, stringendo le ginocchia al petto. “Lei sa sempre come farmi sentire meglio.”
Improvvisamente, da un ramo vicino, una voce allegra e curiosa interruppe il suo pianto.
"Perché sei così triste, piccola scimmietta?"
Cillì sollevò lo sguardo e vide una creatura davvero speciale. Era un uccellino, ma non come gli altri.
Il suo piumaggio era colorato di verde e giallo, con due piume strane in testa che spuntavano come due piccoli rami secchi. Si avvicinò a Cillì, saltellando da un ramo all'altro.
"Mi chiamo Rametto," disse l'uccellino con un sorriso. "E tu chi sei?"
Cillì, ancora con gli occhi pieni di lacrime, non riusciva a rispondere subito. Ma guardò Rametto e rispose a fatica:
"Sono Cillì... Rouge. Ma non credo che tu voglia essere mio amico. Tutti gli altri animali mi prendono in giro... per il mio naso e i miei occhi."
Rametto la guardò con dolcezza, i suoi occhi erano pieni di comprensione.
"Oh, Cillì, anche io sono diverso da tutti gli altri," disse Rametto con voce allegra, ma gentile. "Guarda le mie piume, non sono uguali a quelle degli altri uccellini, a volte cambiano pure il colore! Eppure, non mi importa. Sono contento di essere me stesso, così come sono!"
Cillì
lo guardò con curiosità, sentendo una piccola fiamma di speranza
scaldarle il cuore. Rametto continuò a parlare, saltellando attorno
a lei.
"Non è importante come siamo fatti, ciò che conta è come ci sentiamo dentro. E tu, Cillì, sei speciale così come sei. Non ascoltare gli altri!"
Cillì si sentì improvvisamente meglio, come se il peso sulle sue spalle fosse scomparso un po'. Ma non riusciva ancora a capire come poteva affrontare tutti gli altri animali che la prendevano in giro.
"Dai retta al tuo nuovo amico, piccola scimmietta!"
Cillì era seduta proprio accanto a un albero... che parlava! Era il vecchio albero saggio, che aveva sentito di tutto e aveva sempre tanti consigli da dare. Le sue foglie brillavano alla luce del sole, e il vento leggero sembrava giocare tra i suoi rami, rendendo la sua voce ancora più misteriosa e rassicurante. Cillì rimase a bocca aperta, sorpresa nel sentire quelle parole. Non capiva chi fosse.
"Non spaventarti, piccolina. Se guardi davanti a te, ti accorgerai che stai parlando con il vecchio albero della foresta."
Cillì si strofinò gli occhi incredula. "Un albero che parla?" sussurrò piano. Poi guardò Rametto, cercando conferma.
"Devi ascoltare il vecchio albero, amica mia!" disse Rametto, battendo le alucce con entusiasmo. "Lui mi ha aiutato a capire quanto valore io abbia. È grazie a lui se volo sempre felice cantando!"
"Allora ha ragione Rametto, vecchio albero?" chiese Cillì, timorosa ma curiosa.
"Guarda la foresta," rispose l'albero con voce calma e profonda, mentre le sue foglie frusciavano dolcemente. "Secondo te, perché è così speciale? Guarda i suoi colori e i suoi frutti. Ne trovi uno uguale a un altro?"
"No!" rispose Cillì Rouge, scuotendo la testolina.
"È proprio questo che la rende unica," spiegò il vecchio albero. "Se fossimo tutti uguali, che gusto ci sarebbe a vivere qui? Messi tutti insieme, sembriamo un quadro pieno di colori, e ognuno di noi ha qualcosa di speciale. Anche tu lo hai, mia piccola amica!"
Quelle parole cambiarono completamente l'umore della piccola scimmietta. Si sentiva più sicura e sorrise guardando Rametto e il vecchio albero.
"Hai ragione! Voglio mostrare agli altri che posso essere felice e fiera di me stessa!"
Poi, però, si guardò intorno e abbassò le orecchie. "Solo che... non so dove siamo! Mi sono persa mentre camminavo! Devo tornare nella foresta Arcobalena" disse con una vocina timida.
Il vecchio albero ridacchiò piano, con un suono che sembrava un fruscio più profondo. "Non preoccuparti, piccola. La foresta è grande, ma non tanto da non poter trovare la strada con un po' di aiuto!
Rametto sembrò leggere nel suo pensiero. "Ti propongo una cosa. Se vuoi, possiamo andare insieme nella foresta Arcobalena e far vedere agli altri che essere diversi è una cosa fantastica. Voglio che tu veda quanto puoi essere forte, proprio come sei!"
Cillì lo guardò, un po' sorpresa, ma con un sorriso che cominciava a farsi largo sul suo viso. "Pensi davvero che gli altri ci ascolteranno?"
"Vedrai!" disse Rametto, facendo un giro in aria con le sue piume. "Siamo più forti di quanto crediamo. E insieme possiamo insegnare agli altri che essere diversi è una cosa da celebrare!"
Riflessioni sulla Diversità e l'Autenticità 🌈
Caro lettore, oggi voglio condividere con te un momento speciale che ho vissuto con i miei personaggi, in particolare con Cillì, la piccola scimmietta, e il saggio vecchio albero. La loro storia ci invita a riflettere su un tema fondamentale: l'importanza di essere unici e di celebrare le nostre diversità.
Cillì, inizialmente insicura e spaventata, scopre grazie al vecchio albero che la sua unicità è ciò che la rende speciale. Questo dialogo tra i personaggi ci ricorda che ognuno di noi, proprio come ogni foglia sull'albero, ha qualcosa di unico da offrire al mondo. E non è meraviglioso sapere che, insieme, possiamo costruire un mondo colorato e ricco di differenze?
🌟 Il Potere dell'Ascolto e dell'Accettazione 🌟
In un'epoca in cui le somiglianze sembrano prevalere, le parole del vecchio albero ci spronano a guardare oltre e a riconoscere il valore delle nostre differenze. Cillì e Rametto ci mostrano che non siamo soli nel nostro viaggio: con il supporto degli amici, possiamo affrontare le sfide e scoprire quanto possiamo essere forti.
✨ Un Invito a Condividere ✨
Ti invito a riflettere su questo: quali sono le tue unicità? Come potresti celebrare e condividere la tua autenticità con gli altri? E quali passi puoi fare per aiutare gli altri a sentirsi accettati e fieri di chi sono?
📚 Condividete le Vostre Storie! 📚
Scrivi nei commenti la tua esperienza e riflessione! Racconta come hai affrontato momenti di insicurezza e cosa hai imparato dal tuo viaggio. Insieme possiamo dare vita a un dialogo che celebra la diversità e l'accettazione!
E come dice il vecchio albero: "Siamo più forti di quanto crediamo!" 🌳💖
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