Tratto da Sinfonia di Destini
Un rumore si udì in lontananza. Aradia lo sentì; in un attimo andò fuori. Attendeva. Carolus volò sulle chiome e diede l'allarme. Qualcuno stava per attaccare; era una donna, dall'odore acro, freddo, veloce nei movimenti. Pareva sola. Magnus svegliò Bianca. " Che succede, amico mio? Dove si trova Nicola? E mia madre?" Magnus guardò fuori; Bianca corse e si accorse che qualcosa di brutto stava per accadere. Eppure c'era qualcosa di familiare nell'aria. Sentiva il suo profumo, mischiato con l'odore della morte. Non si poteva sbagliare. Si trovava lì vicino; e man mano che il suo passo andava avanti, percepiva la sua presenza. Il loro legame non era perso del tutto. " Azzurra!" Il suo cuore batteva sempre più forte. Sentiva che non era in compagnia, voleva affrontarla da sola; non capiva il motivo. " Azzurra, so che sei tu" urlava. Nello stesso tempo si mise in contatto con tutti, ordinando di non fare niente; avrebbe pensato a tutto lei. Nicola si avvicinò a lei e Magnus girava intorno ai due, come per proteggerli. " Non avere paura; è me che volevi! Ora sono qui, e sono pronta ad affrontarti. Non te, ma colui che si è impossessato di te e che ti ha tolto ciò che avevi. Vieni fuori! Non ho paura di te!" Una sagoma si intravvide poco più distante da lei. Le due donne si guardarono per qualche istante; Bianca provava pietà ; le faceva male il petto nel vederla in quelle condizioni. Sporca di sangue, i suoi occhi erano spenti e neri. Aveva un'aria stanca e arrendevole. Nicola andò da lei e la prese tra le sue braccia portandola dinanzi alla sua amata. – perché non ha reagito? - pensava Bianca sbalordita. Azzurra crollò, si mise in ginocchio, piangeva come un neonato bisognoso della propria madre. Bianca continuava a non capire. " Aiutami! L'ho ucciso! Era tutto per me! Che cosa ho fatto? Che cosa sono diventata? Voglio morire! Uccidimi, ti imploro!" Quella donna era disperata; chi aveva ucciso? L'unica persona che poteva farla sentire così era Alex! Aveva ucciso Alex. La sete di potere l'aveva portata a questo, al limite. Aveva ucciso il suo grande amore e ora si era resa conto che senza il suo amore tutto non aveva valore, nemmeno ciò che era diventata; il male l'aveva rapita e lei era voluta diventare sua schiava; era stata attratta dal Signore del male ed era stata punita dalla Dea Madre togliendole i suoi poteri. Bianca si chinò e le accarezzò i suoi capelli. Aradia temeva per sua figlia; tutti osservavano ciò che stava accadendo. Bastò un solo sguardo per rassicurare tutti. " Tu non morirai; nessuno merita di morire se ha un minimo di amore dentro il cuore, e so che tu in fondo al buio più profondo hai una piccola luce che vuol illuminare la tua speranza. La speranza di tornare l'Azzurra di una volta… La mia Azzurra." Lacrime di sangue fuoriuscirono dagli occhi della donna; le implorò perdono per tutto il male creato; perdono per ciò che aveva fatto e perché era caduta così in basso. Bianca la fece rialzare, mise la sua mano sul lato sinistro del petto della donna e chiuse gli occhi. " Tu che per un po' hai smesso di battere, tu che pompi il sangue malato di un'anima nera, tu che non hai sentimenti, tu che hai voglia di vivere, risuscita, inizia a battere come non mai, purificati, lava ogni male che hai creato e restituisci l'amore che hai buttato verso le tenebre più buie! " Una forte luce dorata fuoriuscì dalla donna, illuminando i volti; un fumo nero si vaporizzò nell'aria. Azzurra aprì gli occhi che dopo un lungo periodo, ripresero a vivere nella propria anima! Cadde a terra. Bianca la prese fra le sue braccia e la distese all'interno della grotta.
Riflettendo sull'umanità e la redenzione Nella vita, ci troviamo spesso ad affrontare momenti di crisi e dolore, situazioni in cui l'oscurità sembra prevalere sulla luce. In questi momenti, ci chiediamo quale sia il nostro posto nel mondo e quale sia il vero significato della nostra esistenza. La speranza, anche se flebile, è quella piccola luce che ci guida attraverso le tenebre, ricordandoci che non siamo soli. Il legame umano è potente e può sopravvivere anche nelle circostanze più difficili. Quando tutto sembra perduto, è l'amore che ci tiene ancorati alla realtà , dandoci la forza di affrontare le nostre paure e debolezze. La redenzione è possibile solo quando riconosciamo i nostri errori e siamo disposti a cercare il perdono, sia per noi stessi che per coloro che abbiamo ferito lungo il cammino. Il cammino verso la guarigione è spesso doloroso, ma è anche un processo di crescita personale. È attraverso il confronto con le nostre ombre che scopriamo la vera forza del nostro spirito e la capacità di trasformare il male in bene. Nessuno merita di essere abbandonato nelle tenebre, e tutti noi abbiamo il potere di risorgere dalle nostre ceneri, trovando un nuovo significato nella vita.

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