DA SINFONIA DI DESTINI IL RITORNO.. ORIGINI
Il papà arrivò subito dopo. Allevavano bestiame ed egli si svegliava ogni mattina alle quattro per occuparsi degli animali e del grande orto. Adorava il suo mestiere, anche se lo affaticava assai, ma per lui era soddisfacente. Qualche volta capitava che Sara gli facesse compagnia. Le piaceva accarezzare i vitellini appena nati e dare alle madri il fieno. Le piaceva raccogliere i frutti dagli alberi e adorava mangiare la frutta appena colta, come le mele e le albicocche. Non era una bambina a cui piaceva mangiare tanto, ma la frutta l'adorava e ogni volta il suo viso e i suoi abitini si macchiavano del colore della frutta che aveva appena divorato.
“Tesoro, scommetti che indovino cosa hai appena mangiato?” le disse la mamma divertita. “Non puoi saperlo, perché non lo puoi vedere. È dentro la mia pancia,” le rispose la piccola Sara. La mamma di Sara scoppiò in una risata; non si aspettava una risposta del genere, l'aveva sorpresa. “Però puoi provarci ad indovinare, mamma,” la donna fece finta di pensare un po', strizzando gli occhi, poi indicò con il dito la macchiolina arancione che aveva sopra il vestitino bianco, proprio sul petto. “Allora... vediamo un po'... ci sono, hai mangiato delle ciliegie!” mentì scherzosamente la donna. “Ma no, mamma, te l'ho detto che non potevi indovinare,” rispose la piccola con una risatina alquanto simpatica. “Sei proprio una maga tu, riesci a nascondere bene tutto, piccola mia!”
“E sì, mamma, ma se vuoi puoi chiedere a Oliver cosa ho mangiato. Lui non aveva fame e allora ho mangiato pure la sua parte,” proseguì la piccola ridacchiando. La donna non ci fece caso in quel momento; tutti i bambini della sua età avevano il loro amichetto immaginario e questo le persone non lo capivano. Magari non avevano mai fatto caso che i propri figli parlassero da soli, ma Sara lo faceva sempre più spesso e questo poteva anche preoccupare un po', ma non a lei; era la sua piccola figliola ed era tutto normale.
“Tesoro, Oliver è un tuo amichetto?” le chiese incuriosita. “Sì, mamma, solo che lui non vuol farsi vedere da nessuno. Dice che sono la sua unica amica e che vuole giocare con me,” le rispose con serenità. “Va bene, tesoro, però ora devi salutare il tuo amico perché ti aspetta il lettino per fare la nanna. Domani mattina sveglia presto, si ricomincia la scuola,” le disse dolcemente la mamma. “Lui ora non c'è più, sarà andato anche lui a nanna, mammina,” rispose la piccola con un sorriso.
RIFLESSIONE:
A volte, ciò che appare come un gioco o un atto di immaginazione in un bambino nasconde qualcosa di più profondo, qualcosa che va oltre la semplice fantasia. Sara non sta semplicemente giocando: lei percepisce una realtà invisibile agli altri. Sua madre, con amore e prudenza, sceglie di non insistere, pensando che sia troppo presto per affrontare una verità che potrebbe spaventare la piccola.
Questa storia ci invita a riflettere su come reagiamo di fronte a ciò che non comprendiamo, specialmente nei bambini. È giusto aspettare, come fa la madre di Sara, o dovremmo cercare di esplorare subito ciò che potrebbe essere un dono?
E voi, come vi comportereste se vostro figlio o un bambino a voi vicino mostrasse una sensibilità fuori dal comune? Pensate che sia meglio proteggere la loro innocenza o aiutarli a comprendere ciò che vivono, anche se può sembrare spaventoso?
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